La mostra dedicata a Vermeer che si può vedere a Roma alle scuderie del Quirinale corrisponde alla tipologia tipica delle mostre che si fanno normalmente qui da noi: il nome grosso sparato a lettere cubitali in primo piano e un sottotitolo in piccolo, più o meno vago, a sottintendere il fatto che del nome grosso troveremo un numero limitato di opere in mezzo a tante altre di pittori a lui contemporanei più o meno sconosciuti. Nel caso specifico il sottotitolo recita "il secolo d'oro dell'arte olandese" e significa che in mostra sono esposti meno di una decina di quadri di Vermeer insieme ad una cinquantina di opere di pittori olandesi del Seicento. Non fraintendetemi, la mostra è molto bella, Vermeer è un pittore di cui si conoscono con certezza meno di quaranta quadri, chi li ha non li molla facilmente e metterne insieme quasi una decina in una volta è un bel colpo. Inoltre la qualità generale dei pittori che operarono in Olanda nel seicento è elevatissima il che significa che la mostra vale assolutamente la visita, non foss'altro per vedere anche solo pochi quadri con attenzione, come quello nella foto, scelto per rappresentare l'esposizione e che ne è forse uno dei pezzi più belli; uno di quei quadri che fanno la differenza fra un pittore anche bravo e un maestro assoluto. "La Ragazza con il cappello rosso" è un quadretto piccolo (23X18 cm ca), uno non se ne rende conto fino a quando non se lo trova davanti, ed è un capolavoro. Lo è perchè definisce un istante come forse neppure una fotografia potrebbe fare; quell'istante nel quale una persona occupata in qualche attività sente su di sè lo sguardo di qualcuno e alza gli occhi incrociandolo, ma solo per una frazione di secondo e per non mostrare di essersi resa conto di essere osservata subito lo distoglie. E' una sensazione che si coglie solo con il quadro vero davanti e che nessuna riproduzione è in grado di rendere, la prova (se ce n'era bisogno) che l'arte è qualcosa che bisogna offrire direttamente ai propri sensi e non può essere mediata da altri supporti, mai.
lunedì 29 ottobre 2012
martedì 23 ottobre 2012
Deep water
Di Donald Crowhurst mi sarebbe piaciuto scrivere qualcosa già la prima volta che vidi il film documentario che ne racconta la vicenda, ma poi la cosa me la persi un po' via. Nel frattempo Rai5 ha già riprogrammato quel film almeno altre 5 volte, repliche comprese, e io l'ho rivisto (un po' a pezzi) tuttele volte perchè la storia è veramente notevole. La folle sfida all'oceano di un uomo molto meticoloso ma che forse non si rendeva conto di quello che sarebbe stato passare mesi e mesi solo nel nulla. Crowhurst rinunciò abbastanza presto a fare il giro del mondo, si fermò nell'Atlantico e pianificò una truffa per vincere la gara intrapresa assieme ad una decina di navigatori solitari, ma poi si rese conto dell'impossibilità della cosa e contemporaneamente il mare e la solitudine gli portarono via la mente. Trovarono solo la sua barca, pochi giorni prima che io nascessi, e furono in grado di ricostruire gli avvenimenti grazie alle registrazioni che lasciò e ai libri di bordo. La sua fu una drammatica discesa nelle tenebre una tragica epopea. La moglie disse che non avrebbe dovuto lasciarlo partire, lui avrebbe dovuto capirlo quando la bottiglia del varo non si ruppe.
mercoledì 17 ottobre 2012
Dio c'è
Ed è un enorme mostro fatto di spaghetti. Io sono sicuro di essere stato creato da lui e ne compio ogni giorno la comunione. La questione non è da poco, nel 2005 la commissione scolastica dello stato del Kansas cercò di introdurre l'insegnamento del disegno intelligente nelle scuole come alternativa "scientifica" alla teoria darwiniana dell'evoluzione. La cosa è assolutamente priva di senso; il disegno intelligento poggia le sue fondamenta in questioni legate alla fede, non scientificamente dimostrabili, la teoria dell'evoluzione nei suoi duecento anni non ha fatto invece che ricevere inoppugnabili conferme scientifiche. Se qualcuno pretende che alla base della creazione ci sia l'intervento di qualche entità soprannaturale deve considerare il fatto che si potrebbe trattare di qualsiasi cosa, anche di un piatto di spaghetti, tentacolare e superintelligente capace, fra l'altro, di spiegare molti disastri naturali degli ultimi secoli con la progressiva diminuzione del numero di pirati nel mondo. Il Pastafarianesimo , così si chiama questo culto religioso, è stato partorito dalla mente di un giovane fisico dell'Oregon, Bobby Henderson, che reagì alla decisione della commissione scolastica del Kansas cominciando a scrivere lettere con la richiesta di aggiungere anche la sua religione come versione del disegno intelligente, dimostrando che il suo culto bislacco (ma io ci credo, ci credo proprio) aveva le stesse argomentazioni logiche usate dai neocreazionisti per spiegarre quei misteri evolutivi che a loro dire Darwin non era stato in grado di fare. La fede nel pastafarianesimo poi presenta anche innegabili vantaggi, come la presenza in paradiso di una fabbrica di spogliarelliste e di un vulcano di birra, insomma, perchè no.
martedì 16 ottobre 2012
Contrappassi diabolici
Fritz Haber fu un eroe di guerra, la
prima guerra mondiale, e vinse pure un premio Nobel per aver scoperto
come produrre azoto dall'aria, utile per la produzione di
fertilizzanti e incidentalmente di polvere da sparo. Haber non
divenne eroe di guerra combattendo sul campo di battaglia, non aveva
il fisico adatto, ma nel suo laboratorio, dove inventò una formula
chimica molto carina che applicata e ben distribuita sui fronti
avrebbe messo fine, nelle intenzioni dei comandi tedeschi, allo
stallo della guerra di trincea. La formula mostrava più o meno come
l'esposizione per lungo tempo ad una bassa concentrazione di gas
fosse equivalente ad una breve esposizione ad alte concentrazioni; fu
testata ad Ypres contro i francesi nel 1915. Sua moglie fu così
orgogliosa del suo successo che si suicidò una settimana dopo.
Haber era convertito al protestantesimo
ma era ebreo, così quando i nazisti salirono al potere venne
licenziato dal suo istituto nonostante i suoi patriottici trascorsi.
Si presentò all'ambasciata americana chiedendo un permesso di
espatrio che gli venne negato ma riuscì ad emigrare in Inghilterra
per insegnare a Cambridge dove morì di infarto dopo sei mesi a causa
del clima e delle sue condizioni fisiche e psicologiche non troppo
buone. La sua opera sarebbe però tornata utile anche alla nuova
Germania: dieci anni dopo infatti, partendo da un pesticida
sperimentato proprio da lui a base di acido cianidrico e chiamato
Zyklon A, i chimici tedeschi ne ricavarono una variante che
chiamarono Zyklon B con la quale riuscirono a far fuori ancora un
discreto numero di persone, alla salute del premio Nobel ebreo.
venerdì 12 ottobre 2012
Ai confini della cialtroneria
L'ineffabile Giacobbo colpisce ancora. Stasera, dopo un impresentbile e superannunciato specialone pieno di vaghezze, allusioni, ripetizioni e sostanzialmente fuffa sulla cattedrle di Chatres, nel quale fra l'altro abbiamo potuto vedere anche dove si cambia il prete, ha presentato un servizio anche potenzialmente decente sui reparti di donne pilota russe che combatterono eroicamente contro i tedeschi durante la seconda guerra mondiale. A metà servizio, bello bello, commentando la differenza di potenza dei mezzi posseduti dalle due parti mostra un caccia italiano che si trova in un museo e dice che per forma e caratteristiche era molto simile ai mitici BF109 della Luftwaffe. Purtroppo talmente simile che i piloti alleati, che vedevano tedeschi dappertutto, (dice lui) quando se lo trovavano di fronte lo abbattevano. Ha detto proprio così, e in un attimo ci ha messi dalla parte dei buoni senza specificare che quell'aereo veniva buttato giù perchè era nemico pure lui. Io non ci credo che queste sviste accadano per caso, specie se uno tanto attento ai simboli chiude il servizio posizionandosi attentamente sotto l'ala di un aereo sulla quale si vedono chiaramente come un simbolo di partito i fasci littori. Ricordo a tutti coloro non lo ricordassero che Voyager viene prodotto con il patrocinio del Ministero dei Beni Culturali e mentre lui per mesi segue dall'Italia l'operato dei cacciatori di fantasmi di Chicago il nostro patrimonio va in pezzi
Nobel rosso
Non ho viaggiato moltissimo nella mia vita, mi sarebbe piaciuto farlo di più, ma una certa intima pigrizia e la cronica scarsità di risorse economiche mi hanno sempre trattenuto. E comunque ho ancora un sacco di tempo per rimediare. I due viaggi più importanti e distanti li ho fatti in Brasile e più recentemente in Cina, a Pechino. Ogni volta ho scelto di partire con un libro che potesse rappresentare un simbolo della letteratura del paese nel quale sarei stato. In Brasile mi portai "Il grande Sertao" di Joao Guimaraes Rosa, senza saperne nulla, nè del libro, nè dell'autore. Le prime cento pagine furono faticosissime, chiunque abbia letto Guimaraes Rosa lo sa, ma superate quelle si rivelò un libro meraviglioso, l'equivalente di un poema epico, moderno e sudamericano. Più o meno lo stesso mi è capitato in Cina questa estate, sono partito con "Sorgo Rosso" di Mo Yan, regalatomi da mia madre una ventina d'anni fa, mai toccato e rivelatosi uno dei libri più belli che abbia mai letto, un altro affresco epico che racconta in modo vivo e crudissimo eventi tragici di un popolo grande e disgraziato.
mercoledì 10 ottobre 2012
ai confini della realtà
-Pronto?
-Sono io.
-Ah sei tornato!? Dobbiamo parlare
-Di che?
-Come di che? Ti sei deciso? Qui sta crollando tutto..
-Che palle, sto ancora pensando a quella Natasha e a quella....com'è che si chiamava? Le feste di Vlodia sono impareggiabili, come lo invidio...
-Senti, dobbiamo decidere cosa fare, il tempo stringe e stanno aspettando tutti te...
-E' che non è più voglia...
-Ma come, stiamo lavorando per farti terra bruciata attorno, stiamo sputtanando tutti in attesa che tu dica che torni...
-Vabbè, sentimi tu, fammici pensare ancora un po', intanto imbarchiamo dalla nostra parte il professore...
-Ma se finora gli hai fatto versare veleno dai tuoi giorn...
-Sì, sì, ma intanto attiriamo quelli al centro, verranno come api sui fiori...
-E poi?
-E poi ci pensiamo, cazzo, devo fare sempre tutto io, senti, ci risentiamo.
-D'accordo, ciao.
-Sì, ciao.
-Sono io.
-Ah sei tornato!? Dobbiamo parlare
-Di che?
-Come di che? Ti sei deciso? Qui sta crollando tutto..
-Che palle, sto ancora pensando a quella Natasha e a quella....com'è che si chiamava? Le feste di Vlodia sono impareggiabili, come lo invidio...
-Senti, dobbiamo decidere cosa fare, il tempo stringe e stanno aspettando tutti te...
-E' che non è più voglia...
-Ma come, stiamo lavorando per farti terra bruciata attorno, stiamo sputtanando tutti in attesa che tu dica che torni...
-Vabbè, sentimi tu, fammici pensare ancora un po', intanto imbarchiamo dalla nostra parte il professore...
-Ma se finora gli hai fatto versare veleno dai tuoi giorn...
-Sì, sì, ma intanto attiriamo quelli al centro, verranno come api sui fiori...
-E poi?
-E poi ci pensiamo, cazzo, devo fare sempre tutto io, senti, ci risentiamo.
-D'accordo, ciao.
-Sì, ciao.
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