Discutibile quanto vorranno quelli che lo discutono, che più che altro lo fanno per livore personale. E' stato un padre della patria, così come è uscita da vent'anni di dittatura, e da allora un accanito e tenace guardiano a difesa della costituzione, più di molti che restano in circolazione
lunedì 30 gennaio 2012
Se ne sono andati
Discutibile quanto vorranno quelli che lo discutono, che più che altro lo fanno per livore personale. E' stato un padre della patria, così come è uscita da vent'anni di dittatura, e da allora un accanito e tenace guardiano a difesa della costituzione, più di molti che restano in circolazione
venerdì 27 gennaio 2012
Memoria
Avevo in mente di scrivere un post sulla memoria oggi e volevo scriverlo sulle responsabilità dei fascisti e della Repubblica di Salò, che contano tanti nostalgici ancora oggi; responsabilità nella deportazione e sterminio di migliaia di ebrei italiani che furono molte e gravi. Volevo farlo perchè la copertina de "Il giornale" di oggi è proprio una di quelle che ti fanno incazzare tanto, cosa che succede spesso, ma oggi di più. Il cattivo gusto da giornalismo becero e livoroso condito poi da articoli all'interno che provano a rinverdire il mito degli italiani brava gente è a dir poco vomitevole e oltretutto falso, basti come esempio il settimo punto della carta di Verona del 1943 che indicava la "razza" ebraica come straniera e nemica. Poi ho riletto il post che avevo scritto l'anno scorso e l'ho trovato ancora impressionante; il racconto, tratto dal film "Shoah" di Claude Lanzmann, di un sopravvissuto dei sonderkommando: le squadre che si occupavano della "bonifica" dei corpi nelle camere a gas. Una descrizione dei momenti più terribili della "gasatura", potente, spaventosa descrizione, fatta da un uomo che per sopravvivere ha molto probabilmente dovuto annullare molto di se stesso; un racconto che andrebbe visto e ascoltato più che letto, una cosa che va molto al di là di quello che un popolo può fare ad un altro popolo, ma racconta terribilmente bene quello che l'uomo può fare ad altri uomini. Così ho pensato di riportarlo qui anche oggi.“…La morte per gas durava da dieci a quindici minuti. Il momento più terribile era l’apertura della camera a gas, quella visione era intollerabile: le persone, schiacciate come basalto, blocchi compatti di pietra. Come crollavano fuori dalle camere a gas! L’ho visto parecchie volte. Ed era la cosa più penosa di tutte. A questa non ci si abituava mai. Era impossibile (…) Il gas, quando cominciava ad agire, si propagava dal basso verso l’alto. E nella lotta spaventosa che allora si scatenava, perchè era una lotta, nelle camere a gas toglievano la luce, era buio, non ci si vedeva , e i più forti volevano sempre salire, salire più in alto. Certamente sentivano che più si saliva meno mancava l’aria, meglio si poteva respirare. Si scatenava una battaglia. E nello stesso tempo quasi tutti si precipitavano verso la porta. Era un fatto psicologico, la porta era lì… ci si avventavano, come per forzarla. Irreprimibile istinto in quella lotta contro la morte. Ed è per questo che i bambini e i più deboli, i vecchi, si trovavano sotto agli altri. E i più forti sopra. In quella lotta di morte il padre non sapeva più che suo figlio era lì, sotto di lui.- E quando si aprivano le porte? -Cadevano… Cadevano come un blocco di pietra… Una valanga di grossi blocchi che cadono da un camion. E dove era stato versato il Zyklon, era vuoto (…) Evidentemente le vittime sentivano che in quel punto il Zyklon agiva di più. Le persone erano… ferite, perchè nel buio avveniva una mischia, si dibattevano, lottavano. Sporchi, insozzati, sanguinanti dalle orecchie, dal naso. Certe volte si notava pure che quelli che giacevano al suolo erano, a causa della pressione degli altri, totalmente irriconoscibili… Certi bambini avevano il cranio fracassato (…) Sì, vomito, sangue. Dalle orecchie, dal naso…Anche sangue mestruale forse, no, non forse, certamente. C’era di tutto in quella lotta per la vita… Quella lotta di morte. Era atroce da vedere. Ed era la cosa più difficile. Era un nonsenso dire la verità a chiunque oltrepassava la soglia del crematorio. Là non si poteva salvare nessuno. là era troppo tardi…”
giovedì 26 gennaio 2012
Se ne sono andati
Ho un'immagine indelebile del professor Franco Pacini, astrofisico e direttore dell'osservatorio di Arcetri che se ne è andato oggi, un ricordo legato alla mia infanzia di bambino strano, appassionato di fantascienza e allo stesso tempo di storia, del mondo antico e dell'archeologia. Il professor Pacini, che aveva il tipico aspetto dello scienziato un po' fuori di testa che piace molto ai ragazzini, era spesso intervistato da Piero Angela durante una delle migliori trasmissioni di carattere scientifico divulgativo condotte da quest'ultimo che io ricordi: “Nel cosmo alla ricerca della vita”, molto prima di “Quark”, intorno alla fine degli anni settanta. Un programma che lo stesso Angela non riuscirebbe più a fare; impossibile oggi infatti trattare argomenti come l'evoluzione della vita sulla terra, i viaggi nello spazio e la vita extraterrestre restando fedeli al puro spirito scientifico senza metterci in mezzo Atlantide, i Maya, gli UFO e magari anche i templari, che sono i cavalli di battaglia preferiti di Giacobbo. Ma più di trent'anni fa la televisione si interessava meno degli ascolti e della spettacolarizzazione dei fenomeni e così ne venivano fuori prodotti migliori. Ad ogni modo, Il professor Pacini fu l'uomo che con poche semplici parole mostrò ad un bambino fantasioso come il mondo del futuro e quello del passato potevano stare insieme e lo fece con un esempio legato alla velocità della luce: spiegò infatti come la luce, viaggiando ad una velocità finita, ci mostra le cose non come sono ora, ma com'erano quando era partita: un secondo fa la Luna, otto minuti fa il sole, due milioni di anni fa la grande galassia di Andromeda e poi fece un esempio estremamente suggestivo ipotizzando che se esseri alieni molto avanzati con strumenti tecnologici adeguati e a noi inimmaginabili avessero osservato la terra, che so, da una distanza di 65 milioni di anni luce vi avrebbero potuto vedere scorrazzare sopra i dinosauri un attimo prima che un asteroide li friggesse. Fu una rivelazione, io ce li vedevo proprio gli omini verdi che facevano queste cose e così l'immaginazione di quel bambino si perse dietro all'idea di un viaggio su un pianeta lontano duemila o quattromila anni luce per poter vedere quello che succedeva qui sulla terra ai tempi dei romani o degli egiziani. Erano parecchi anni che non pensavo al professor Pacini, fino ad oggi, quando ho letto della sua dipartita e mi è tornato in mente con estrema vividezza questo ricordo, per cui gli sono molto grato.
Lo ha rifatto
Il paese è semi paralizzato, nei mercati cominciano a scarseggiare i prodotti freschi, le fabbriche rischiano il fermo per mancanza di componenti necessari alle linee di produzione, in molte città del sud la gente passa la giornata in coda dal benzinaio, i camionisti stanno bloccando strade un po' dappertutto e c'è già scappato un morto. Di fronte a questa situazione il piccolo re del nostro giornalismo televisivo è assolutamente sul pezzo e ci propina la seconda puntata consecutiva sul naufragio della Concordia, questa volta non l'ho guardato, non ce l'ho fatta, è troppo anche per me. C'è da capirlo però, la frustrazione di aver condotto tutto uno speciale in prima serata con un modellino di quindici centimetri deve essere stata enorme, ora che ne ha uno veramente grosso ci tiene a giocarci più che può. Oltretutto negli ultimi tempi scarseggiano delitti sanguinosi e mancano notizie gustose di zio Michele. la politica poi, sai che strazio, da quando ci sono questi tecnici al governo è diventata una noia mortale, non si riesce più ad organizzare uno di quei bei dibattiti di un tempo con le opposte fazioni che si sbranavano da poltrona a poltrona sotto lo sguardo deliziato del conduttore. A pensarci bene, forse, un complotto all'origine del disastro dell'Isola del giglio c'è stato davvero. Vuoi vedere?P.S. Questa cosa la aggiungo qualche ora dopo la pubblicazione del post perchè mi fa impazzire.
La funzione "parole chiave della ricerca" che si trova nelle origini del traffico delle statistiche di blogger a volte può essere molto divertente; qualcuno stamattina per esempio è arrivato a questo post digitando nella finestrella di google le seguenti parole: come acquistare il modello su scala della costa concordia. Bruno, sei tu? che c'è, ne vuoi uno ancora più grosso?
mercoledì 25 gennaio 2012
Sindrome del gatto spiaccicato

E' quel particolare fenomeno che colpisce spesso le persone il cui sguardo si sofferma su cose particolarmente rivoltanti da cui viene tuttavia catturato senza possibilità di poterlo distogliere se non sforzandosi molto. A me succede spesso quando vengo colto dalla tentazione di guardare certe puntate di "Porta a porta", come ieri sera. Rientrato dalla visione di un bel film accendo per un attimo la televisione, cosa che si poteva benissimo evitare, è vero, ma l'ho fatto e la mia attenzione è stata immediatamente attratta dalla presenza nello studio di un enorme modello in scala della Costa Concordia, non ho resistito, lo ammetto, sono un debole, ho dovuto sedermi e guardare, almeno per un po'. E c'era proprio tutto: esperti di ogni genere, un bel parterre di "sopravvissuti" al disastro, inviati dal Giglio e pure un'inviata, a spese dei contribuenti, in Moldavia per cercare la famosa donna del mistero di cui nessuno parla più da giorni perchè è evidente che si tratta di fuffa, per tutti, ma non per Vespa che come un bambino eccitato per il suo giocattolo nuovo continuava felice a girare attorno al modellino indicando con una biro le varie parti della nave di cui si parlava di volta in volta. Il momento più alto lo ha raggiunto però quando ha chiesto ad una bionda ed emozionata signora che era convinta di morire di quel sms di commiato dal marito da cui si stava separando. Emozioni forti. E conduttore eccitato di cui potevo intuire quasi il tremore del labbro e il filino di bava trattenuto. Un altro grande momento per l'informazione giornalistica in questo paese.
venerdì 20 gennaio 2012
Istante di bruciante nostalgia
Così, all'improvviso, di tornare indietro, a saltare e cantare a squarciagola, questa e le altre
mercoledì 18 gennaio 2012
E mentre tutti erano distratti gli alieni volevano riprendersi le piramidi
Io, povero ingenuo, davvero pensavo che sarebbero bastati il venerdì 13 e la bottiglia di Champagne che non si rompe il giorno del varo, antico e funesto simbolo di sana scaramanzia marinara. Tuttalpiù qualcuno si sarebbe presto accorto che la Carnival Corporation che detiene le azioni di Costa è collegabile alla Cunard e da lì al Titanic, insomma, cose così. Ma non avevo fatto i conti con i professionisti del complotto, come quelli che hanno realizzato questo video qui. Gente che in poche ore aveva già capito che dietro a tutto c'erano i poteri oscuri e dei signori delle banche che avevano programmato un diabolico piano per affondare una nave di nome Concordia (la concordia che dovrebbe rappresentare l'Europa unita) , con 13 ponti che avevano nomi di altrettanti stati europei, esattamente 99 anni e 9 mesi dopo il disastro del Titanic cosicchè si potesse scorgere il numero simbolo del maligno e ricordare come su quella nave si fecero fuori in un colpo solo tutti quei miliardari che si opponevano alla creazione della Federal Reserve da parte delle banche americane. Tutto questo poi stando ben attenti che lo stesso giorno un' agenzia di rating declassasse altri paesi europei accellerando l'affondamento dell'Europa. Un piano ben congegnato, non c'è che dire. Oltretutto, per non farsi mancare nulla, qualcuno si è pure preso la briga di notare che il venerdì 13 è pure collegato all'epurazione dell'ordine dei templari del 1307. Cosa c'entri tutto questo non lo so, però i templari ci fanno sempre la loro porca figura. E che dire di Schettino? Il capro espiatorio di tutta la vicenda? Altro che inetto sciagurato buono solo a portare pedalò, trattasi altresì di complice per il quale ogni passaggio precedente vicino al Giglio non era altro che una prova di quello che sarebbe dovuto avvenire e per cui gli oscuri e malefici organizzatori avevano addirittura previsto la morte di tutti i passeggeri per dare un avvertimento ai governi europei che la fine si avvicina e che presto sorgerà un nuovo ordine mondiale. Fantastico. Ci sarebbe poi anche la faccenda di quel sottomarino fantasma nazista, ma questa è un'altra storia
