domenica 4 marzo 2012
il terzo uomo
giovedì 1 marzo 2012
lunedì 27 febbraio 2012
Il pianeta delle scimmie
giovedì 23 febbraio 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
E' stato un piacere, richiamiamo noi
Io sono uno che piacerebbe ai professori del nuovo governo tecnico che salverà l'Italia e l'Universomondo, davvero. A trent'anni suonati da un bel po' ho rinunciato ad un posto di lavoro con un contratto a tempo indeterminato blindato che avevo cominciato quando avevo vent'anni e lontano dalla mamma, così come lontano dalla mamma, anche se grazie a lei e al papà, mi ero diplomato, ed era pure un impiego nel settore privato, mica pubblico. Certo, forse non l'ho fatto tanto per monotonia del posto fisso quanto per seguire un ideale un po' bislacco, fatto è che dal quel momento sono entrato nella galassia dell'indeterminatezza lavorativa, un mondo con regole vaghe e ben confuse nel quale tutti fanno di tutto per riuscire a svicolare alle insulse normative che dovrebbero disciplinare il mondo del lavoro. I gentili e rassicuranti signori che ci governano oggi insistono, come i loro predecessori del resto, sul fatto che liberando per esempio le imprese dal vincolo di non potersi disfare più semplicemente di alcuni dipendenti improduttivi non si può facilitare l'ingresso ai giovani nel mondo del lavoro, mondo nel quale d'altra parte i giovani farebbero bene ad entrare con lo spirito allegramente disposto al frequente cambiamento. Ora, a parte che vista dall'interno di quello stesso mondo del lavoro questa cosa appare l'ideale per gente che vuole alleggerire i costi delle proprie imprese servendosi tuttalpiù di manodopera a breve scadenza e non specializzata, ma solo se è necessario, perchè l'ideale sarebbe che meno dipendenti producessero per loro la stessa ricchezza di prima, c'è una cosa che mi piacerebbe sapere e i gentili professori non mi dicono: fino a quando si è giovani e si può e si deve cambiare spesso lavoro? C'è, è prevista un'età arrivati alla quale si può sperare in un posto che duri fino all'età della pensione, sempre che ci si arrivi o questa esista ancora? Me lo chiedo perchè comincio ad arrivare verso quella parte della vita nella quale alcune domande ti si pongono con una certa insistenza e perchè a volte penso di essere stato un po' scemo a rinunciare a quel posto fisso, tanto tempo fa. Appartengo ad una categoria professionale per la quale il cambiamento è una regola indotta dalla stessa tipologia dell'attività svolta e magari la cosa non mi riguarda pure tanto, ma ho proprio la sensazione che per come funziona il nostro mercato del lavoro oggi sia proprio difficile per persone non più giovanissime questa cosiddetta “flessibilità”. Per come la vedo io al momento i giovani sono carne da macello, i più anziani sono indesiderabili perchè meno “produttivi” o meno flessibili e chi si presenta ad un colloquio di lavoro con un curriculum pieno di lavori a breve scadenza rischia di essere guardato come uno che non è capace di tenersi un impiego.
lunedì 20 febbraio 2012
Un mondo più lento è possibile
Esistono posti (senza neppure andare troppo lontano) che stanno su questo sempre più piccolo pianeta e che per la loro posizione godono di un'eterna primavera. Già questo particolare non di poco conto ne farebbe degli ottimi rifugi per vivere; ma non è tutto qui, questi posti sono spesso sufficientemente remoti da offrire qualche cosa di esotico che solletica l'animo, ma anche abbastanza vicini da essere riconoscibili in modo rassicurante ai nostri sensi ormai rassegnati alle comodità offerte dal mondo occidentale e dal suo stile di vita. Spesso quando ci si trova in luoghi come questi si ha la sensazione che tutto, anche a casa, potrebbe funzionare perfettamente ad una velocità molto inferiore e il cervello comincia a elaborare idee e ipotesi rivoluzionarie su cambi di esistenza. Naturalmente è necessario tener conto di quel particolare effetto distorcente da cui è colto l'essere umano in vacanza a cui tutto pare meglio di quello che ha lasciato a casa e tende a non vedere gli aspetti negativi dei luoghi che spesso ci sono e sono tanti. Epperò, porca di quella vacca, stamattina ho fatto benzina in autostrada e ho pagato il gasolio più un euro e settanta al litro mentre alle Canarie costa meno di un euro. Poi succede che uno si incazza.
sabato 18 febbraio 2012
Perchè San Remo sarà pure San Remo, però
Ho passato una settimana fuori dall'Italia, e sarebbe stata proprio quasi perfetta se solo fossi tornato domani e avessi saltato del tutto l'annuale clima da guerra civile imposto dal festival della canzone; che non c'è proprio nessun modo di schivarlo. Passi un sacco di tempo a pensare che la musica del posto dove ti trovi fa proprio schifo e poi torni a casa e ti trovi nel bel mezzo del più importante da sempre evento musicalpopolare del Bel paese, dove ormai tutto è importante e di tutto si parla tranne di qui fastidiosi intermezzi fra una potenziale polemica e l'altra che sono le canzoni. Se poi le più decenti, come quella cantata dalla ragazza qui nella foto vengono pure battute da canzonette insulse cantate da prodotti televisivi scadenti, ci si chiede proprio che senso abbia continuare con tutto questo


