mercoledì 12 gennaio 2011

Fabbrica Italiana Automobili Torino

fiat_last_minute

A: Buongiorno.

B: Buongiorno a te. Che è quella faccia?

A: Notte difficile

B: Hai due occhiaie che sembri un Panda.

A: Sì, bè. Ho conosciuto Uno.

B: Brava! E com’è?

A: E’ un Tipo…

B: Ah bè, allora non deve essere un gran che.

A: Scherzi? E’ uno sballo. Avresti dovuto vederlo, che Ritmo, che Tempra. Abbiamo ballato su un Cubo tutta la notte. E poi è un ragazzo molto Stiloso.

B: Che Bravo. Com’è che si chiama?

A: Ulysse

B: Maddai! E scommetto che c’ha pure una Barchetta Cromata.

A: Spiritosa. Bè sai che c’è? Ce l’ha davvero una barca e sai qual è il  Punto?

B: Sono tutta orecchi.

A: Ha avuto un’ Idea strepitosa. Domani con la prima Marea partiamo per una Regata. Ci saranno almeno altre 500 barche.

B: Wow! E che c’è in Palio?

A: Niente. Arriveremo fino in sud America, costruiremo una capanna su una Duna e vivremo sulla spiaggia nutrendoci di sole e amore.

B: Certo, come no. Adesso muoviamoci, che la sirena è già suonata e se arriviamo tardi in catena di montaggio ci spellano. A proposito hai pensato a che votare al referendum?

A: Boh!?

martedì 11 gennaio 2011

I see dead people

DSC_1611Di alcuni argomenti la gente non parla tanto volentieri. Cose come la morte sono piuttosto lontane dai pensieri quotidiani di ciascuno e ormai viviamo in un mondo che ci ha abbastanza anestetizzati a riguardo. Non che la morte non sia presente, anzi, cronache e fiction ne sono piene, ma in qualche modo il rapporto fra l’uomo contemporaneo e la morte è cambiato tantissimo dal passato, quando forse quest’ultima aveva più visibilità nel concreto della vita ordinaria. Oggi quando arriva e ci colpisce da vicino ci sorprende, anche nei casi in cui era inevitabile e attesa. E’ come un’intrusa, una distorsione nel ciclo della vita. Tutto questo non aiuta ad affrontare l’inevitabile. Io ci penso e ogni tanto qui ne parlo; non posso farne a meno: con “gente” come quello qui sopra ci ho a che fare continuamente. Non riesco proprio a pensare che si tratti solo di vecchie ossa; un tempo sono pur sempre stati qualcuno. Il ragazzo nella foto per esempio è stato con me dalla mia dentista; non tutto naturalmente, solo tre denti che erano stati sparpagliati in giro da un incontro troppo ravvicinato con una ruspa che ne ha aggravato una situazione generale che già non era delle migliori. Non saprò mai di chi si trattava, i suoi denti sembravano quelli di un vecchio di ottanta anni per l’usura, ma ai tempi in cui è vissuto una dentatura così poteva averla anche un ventenne. Nessuno probabilmente si prenderà la briga di guardare le sue ossa, anche perchè ne sono rimaste solo briciole. L’unica cosa che sapremo di lui (o lei?) è che chi lo ha sepolto ha ritenuto che fosse il caso che di là si portasse un paio di vasetti bruttini e un gruzzoletto di una ventina di monete, una delle quali appoggiata sul cuore. In qualche modo queste vecchie ossa, sepolte da quasi duemila anni sono tornate ad avere a che fare con il mondo dei vivi e mi sembra giusto, per quel che posso, dare atto del fatto che è esistito un individuo che oggi per noi è una fonte di informazioni scientifiche ma anche custode, come tutti i suoi simili, del più grande segreto dell’umanità. La risposta arriverà per tutti prima o poi, ma è bello pensare di vivere in un mondo in cui esista ancora qualche domanda senza risposta. Sarebbe noioso se non ci fosse più nulla su cui interrogarsi.

lunedì 10 gennaio 2011

Premonizioni


Quando vidi questa foto per la prima volta avevo più o meno quindici anni, o qualcosa del genere. Non è che capissi molto in generale e certo non avrei potuto capire niente di questa. E infatti non mi piacque. Non ricordo neanche bene perchè, ma posso immaginarlo, probabilmente avrò pensato che non avesse un gran senso.
Qualche sera fa mi è capitato di vedere una trasmissione che parlava di Annie Leibovitz, che della foto è l'autrice e fra le varie cose che sono passate c'era anche questa, che è una delle sue foto più famose, soprattutto perchè la scattò poche ore prima che Lennon fosse ucciso. Erano anni che non la vedevo, forse avrò anche saputo della coincidenza, ma non lo ricordavo, ricordavo però che era stata una copertina di "Rolling Stone". Mentre la guardavo, l'altra sera, e anche ora che la riguardo, mi fa un effetto strano. Il senso che non mi parve avesse allora l'ho visto l'altra sera. Yoko Ono completamente vestita, con lo sguardo distratto nel vuoto e John, completamente nudo e avvolto attorno a lei, così avvinghiati eppure sembrano trovarsi su due piani completamente differenti. E' come se lui non ci fosse già più. Come se quella abbarbicata lì, sulla donna che amava fosse la sua anima nuda, incapace di staccarsi da lei o avvolta in un ultimo abbraccio a sussurrarle che anche da lontano le sarebbe rimasto accanto.

domenica 9 gennaio 2011

Panzer uber alles

DSC_2010 Siete fra quelli che dissanguano le loro armate colorate ogni volta che c’è da conquistare qualche obbiettivo a Risiko? Quando sentite Wagner vi coglie l’istinto di invadere la Polonia? Vi si potrebbe presentare l’occasione di farlo (quasi) e per soli 136 euro, o giù di lì. Dal 2005 esiste nel Brandeburgo, che sta vicino vicino alla Polonia, una singolare scuola guida (www.panzerkutscher.de) fondata da due fratelli della ex Germania Est. Gli ingegnosi istruttori hanno rimesso insieme una dozzina di panzer (robusta tecnologia sovietica), li hanno debitamente disarmati (non si può avere tutto) e si sono messi a disposizione di chiunque si voglia divertire a correre sui cingoli. Pare che la cosa abbia un certo successo. Magari non potrete sparare a qualcuno, ma con un piccolo sovrapprezzo vi faranno asfaltare un auto e potrete liberamente sognare (è quello che farei io) che sia il SUV che parcheggiando vi ha ammaccato il cofano.

giovedì 6 gennaio 2011

Pensare positivo

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D’accordo, fa ancora freddo. E’ gennaio, non si può mica pretendere troppo. Però l’avete notato? Ogni giorno qualche minutino di luce in più. Le giornate hanno cominciato ad allungarsi visibilmente. Non c’è niente come lavorare fino all’ora attorno al tramonto per rendersene conto. Da adesso è tutta discesa, la luce sta tornando.

martedì 4 gennaio 2011

Scherzi di natura

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La natura crea casi strani. Come per esempio quella buffa singolarità che fa sì che la Terra e il suo satellite si trovino ad una distanza dal Sole tale per cui ogni volta che il disco lunare nel suo moto incrocia quello solare appare illusoriamente della stessa misura, creando lo sconquasso che crea. Della mia personale esperienza di (non) visione di un’eclisse totale avevo già parlato (qui). Oggi c’è stata questa. Il Sole è stato coperto quasi al 70%, ma senza filtri con cui guardarlo direttamente la cosa non si sarebbe notata. Falce di sole.

lunedì 3 gennaio 2011

Se ne sono andati

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Marco e Paol erano due fratelli Rom. Erano giovani ed erano padri rispettivamente di tre e otto figli. Marco e Paolo vivevano in uno di quei campi nomadi lombardi che ora saranno passati al setaccio dalle forze dell’ordine impegnate nella vana ricerca di Jara, su ordine di inquirenti che non sanno più che pesci pigliare e non hanno trovato niente di meglio che rimestare nella leggenda del Babau zingaro che ruba i bambini. Già che ci sono dovrebbero guardare anche nei circhi visto che Jara è una giovane promessa della ginnastica artistica.

La sera del 23 dicembre i due fratelli con un terzo compagno non si sono fermati ad un controllo dei carabinieri e ne è nato un inseguimento. Non so se avessero commesso qualche illecito, l’auto che guidavano non era assicurata e loro non erano proprio degli stinchi di santi. Refurtiva non mi risulta sia stata recuperata e di denunce di furto non ho sentito parlare. Forse è solo scattato il meccanismo del gioco delle “guardie e ladri”. Forse nella mente di persone che vivono ai margini della nostra bella società, tenuti sempre un po’ in disparte e tipici capri espiatori di ogni malvagità scatta un automatismo che prevede la fuga quando qualcuno in divisa li segue. Non lo so. I tre ragazzi abbandonata l’auto sono scappati nei campi, al buio. Marco e Paolo nel buio sono scomparsi. Dopo un paio di giorni, anche su pressione delle famiglie, sono scattate delle ricerche organizzate. Il terzo ragazzo e i carabinieri raccontavano di aver perso le tracce dei due nei pressi di un canale ingrossato dalle piogge. Il 28 dicembre il corpo di Marco è stato ritrovato nell’acqua diversi chilometri più a valle. Il fratello più grande è svanito. Oggi è il 3 gennaio, gli zingari hanno celebrato il funerale di Marco solo ora nella speranza di poterne fare uno solo, hanno qualcosa da dire sulla vicenda, per loro la questione non è chiusa. Le forze dell’ordine lasciano intendere che lo scomparso mancante potrebbe essere vivo e tenuto nascosto dai parenti, manco fosse Bin Laden. Smetteranno di cercarlo, ma dagli zingari forse torneranno, per cercare Jara.