lunedì 23 luglio 2012

Un sabato a Pechino e la tempesta perfetta

Il mio amico signor G si trova a Pechino, dove conto di raggiungerlo al più presto, per certi suoi affari. Sono sicuro che non me ne vorrà se ripubblico qui integralmente una sua mail di sabato notte nella quale mi racconta di come è sopravvissuto alla tempesta che si è abbattuta sulla capitale del celeste impero.


"Eccomi qua, da 10 giorni a Pechino e finalmente oggi avevo la giornata libera.
Non vedevo l'ora di farmi un giro con la bicicletta che mi ha prestato Rock e cosi' ho fatto, Chaoyang park, workers stadium e poi Sanlitun...una bella due ore di pedalata tranquilla.
La prima mezz'ora bisogna investirla nel capire come non essere uccisi dal traffico senza senso della citta', in realta' esistono le piste ciclabili e belle larghe anche, cosi' larghe che ci passa di tutto oltre alle biciclette: autobus, tricicli motorizzati o no con carichi di volume pari a 5 volte il triciclo, vespini con intera famiglia e sidecars di yankee espatriati troppo cafoni...
Dalla disperazione mi sono accodato a un ciclista cinese con andatura tranquilla pensando che se non avessero ucciso lui non avrebbero neanche ucciso me... e cosi' e' stato.
Ovviamente dopo 10 giorni di cielo bianco da inquinamento, una media di 37 gradi e il 90% di umidita' oggi ha iniziato a piovere. Devo ripensare al significato di piovere, non credevo potesse piovere cosi' tanto e solidamente, impossibile distinguere le goccie, strati solidi di acqua tossica da un cielo molto nero. 
Ho parcheggiato la bici fra altre 250 e mi sono comprato una giacca impermeabile nella North Face, ovviamente falsa, per 8 dollari sperando che almeno fosse impermeabile...ma con la plastica i cinesi ci azzeccano!
Ok, aspettiamo smetta, mi son detto e mi sono dedicato all'acquisto di dvd pirata, cofanetto con le 6 serie complete di Dexter e The tree of life.
Niente da fare per quanto riguarda l'acqua...e intanto iniziavo ad avere le scarpe bagnate. 
Pranzo thailandese niente male e preghiere animiste anti sciagure dal cielo.
Sono le due del pomeriggio e la pioggia aumenta, come se potesse aumentare quello che gia' supera ogni immaginazione.
Incontro Julie e Rock per andare a vedere un nuovo appartamento nel quale trasferirmi e ancora acqua, sulla testa, sui pantaloni sulla pseudo giacca impermeabile, nel collo... 
L'appartamento e' in un palazzo fatiscente di 20 piani con cumuli di spazzatura su ogni pianerottolo e gifanti decorazioni per la buona fortuna su quasi tutte le porte degli appartamenti che sfilano a decine lungo corridoi con una moquette dai colori cangianti che originariamente doveva essere a tinta unita.
90 mq. su due piani con terrazza, pavimento in plastica simil legno e carta da parati beigolina aggrappata qua e la alle pareti. Nessun mobile solo la cucina anche se l'agente immobiliare mi assicura che volendo me li recupera. Ovviamente nell'appartamento sfitto al momento ci dormono in 4 quindi saltellando fra i materassi sparsi qua e la sul pavimento cerco di immaginare la mia reggia pechinese... C'e' anche il terrazzino e cerco di distrarmi al pensiero di graziosi alberelli che potrebbero occuparlo ma niente da fare anche perche' mi ostino a pensare che per circa 1600 euro al mese forse si puo' trovare qualcosa di meglio, anche se cosi' non sembra.
Mi faccio riportare in auto al punto di partenza dove avevo parcheggiato la biciclettta e me ne frego del terrorismo che Julie e Rock mi fanno sul fatto che certo la pioggia non smettera' per almeno 2-3 giorni. 
Saltello fra e in fiumi di melma fino a riuscire a comprarmi un paio di calzini e di mutande che programmo di cambiare al piu' presto visto che i miei sono gia' fradici e mi rimetto a guadare il fango protetto anche dall'ombrello piu' esile e piccolo del mondo con l'obbiettivo di raggiungere un cemtro massaggi che non mi ha mai deluso.
Arrivo al Dragonfly massage completamente fradicio e ordino un "double trouble" massaggio di 90 minuti a 4 mani. Nudo e con le mie mutande nuove sdraiato sul lettino caldo e circondato da musica new age di cascatelle mi sembra di sognare, finalmente un posto sicuro e senza acqua.
Quasi mi addormento e sogno che al mio risveglio non ci sara' piu' una goccia d'acqua ma un arcobaleno con magari una dominante di rosso per i nostalgici locali.
All'uscita l'uragano e il temporale, ma io ho un programma preciso per il mio unico giorno libero e nulla mi fermera'.
Non esagero ma alcuni passaggi sulle strade obbligatori per i pedoni hanno almeno 30-40 cm. d'acqua e i miei piedi sono cosi' fradici che ormai non provo neanche a cercare le vie alternative, pantaloni arrotolati al ginocchio e via.
Raggiungo la libreria dove volevo comprare guida seria di pechino e mappa per novelli ciclisti lasciando scie d'acqua fra gli scaffali come un lumacotto.
Missione compiuta e di nuovo in strada e di nuovo acqua oltre ogni immaginazione, ormai non la sento piu' sono troppo bagnato perche' mi bagni.
In tutto questo peregrinare sotto la pioggia mi accorgo che i cinesi se ne fregano e camminano fra i torreenti a piedi scalzi. Non me la sento! Dovreste vedere cosa galleggia nella melma...
Opzione 2 mi compro un paio di infradito di gomma e appendo le mie scarpe allo zaino. 
Sensazione orribile all'inizio ma almeno non si crea la possa stagnante nel plantare.
Prossimo obbiettivo un cocktail bar che fa dei drink perfetti, sento che ne ho bisogno, anche gli effetti benefici del "double truble" mi stanno abbandonando.
Finalmente arrivo al mio bar che ovviamente e' chiuso per lavori! No comment!
Si e' fatta ora di cena, localino senza arte ne parte, birra e sanwich al tonno. Aria condizionata a 10 gradi e i litri d'acqua che mi rivestono si trasformano in ghiaccio.
Quando me ne vado, dopo esattamente 13 minuti, vedo una macchia d'acqua sul divanetto dove ero seduto che mi da la conferma che non c'e' angolo del mio corpo e del mio abbigliamento che non trasudi liquidi.
Decido che non tornero' a casa in bicicletta e accendo un ideale incenso al budda-salvabici e antiladri. 
Taxi! 
Taxi?
Ovviamente tutti inghiottiti dai tombini. Di un Taxi nemmeno l'ombra e centinaia di persone che li cercano. 
Ripenso all'opzione bicicletta ma non me la sento di farmi almeno una mezz'ora di schizzi sulla schiena e di richiare la vita fra vecchie auto i cui freni sicuramente bagnati non funzioneranno.
E allora via a piedi con una vaga speranza che prima o poi magari un taxi lo trovo.
Dopo mezz'ora mi rendo conto che nessun taxi mi portera' mai a casa e che a piedi ci mettero' almeno due ore... 
Autobus! 
Si ma quale?
Cerco di sedurre una signora cinese a spiegarmi a gesti secondo lei che numero devo prender per tornare a casa e piu' o meno ci capiamo.
Aspetto l'autobus sotto una pensilina con altri 5 milioni di cinesi e piove...
Salgo sull'autobus e rimango stritolato fra la calca dei passeggeri, gli indumenti bagnati si appiccano fra di loro e l'aroma generale non e' dei piu' gradevoli.
Esattamente dopo 5 minuti di viaggio l'autobus si ferma e ci fanno tutti scendere perche' il passaggio sotto il cavalcavia e' completamente innondato. Ci sara' almeno un metro emmezzo d'acqua.
Ricominicio a camminare verso quella che credo sia le direzione di casa con una strana sensazione di sereno fatalismo e un po' me la rido quando vedo i vari sistemi per ripararsi dalla pioggia come l'ombrellone dei gelati "preso in prestito" da una famiglia allargata o interi gruppi di gente travestita da sacco dello sporco!
All'orizzonte una fermata della metro, proviamo!
Le scale mobili sono tutte bloccate e l'acqua e' scesa a innondare quasi tutti i corridoi, fermata chiusa!
Via a piedi.
Dopo una ventina di minuti un altra fermata della metro, scale ferme anche qui ma segni di vita dal sottosuolo. Aria condizionata al massimo e treno stipato ma riesco a capire dove sono e dove devo andare e si va.
Chiaramente la fermata della metro piu' vicina a casa dista un 20 min. a piedi ma ormai mi sembra un sogno.
Non ho mai sognato una doccia cosi' tanto e ora me lo sono fatta.
Durata totale del viaggio di ritorno due ore emmezza!
Perfortuna che domani devo lavorare...
Scarpe asciugatevi!
"

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