mercoledì 28 novembre 2012

Free Time



Leggo su un vecchio numero dell'inserto domenicale del Sole che viviamo nell'epoca del tempo libero. Vero, io oggi non ho potuto lavorare causa pioggia e ne ho un sacco, e di questi tempi c'è un mucchio di gente in giro che questo problema non ce l'ha solo quando piove, e probabilmente farebbe volentieri a meno di tutta questa libertà. Il tempo libero in questione comunque pare sia a prescindere dal lavoro. Per la durata di una vita media cominciamo a lavorare a vent'anni, lo facciamo fino a sessanta e viviamo fino a ottanta. Quindi fa quaranta e quaranta. Nei quaranta lavorativi poi, se non lavorate in un centro commerciale aperto anche di notte e nel fine settimana, lavoriamo di solito fino al venerdì che farebbe altri 104 giorni liberi all'anno (11,3 anni sui 40 lavorativi circa), poi ci possiamo mettere un anno e rotti di giorni festivi ed infine le ferie, che mediamente in Europa pesano circa altri tre anni nell'arco della vita lavorativa. Alla fine viene fuori che più o meno 55 anni della nostra vita (ripeto, è una media così, un tanto al braccio) li passiamo a farci gli affari nostri, dormire principalmente, ma anche mangiare, giocare ai videogiochi, guardare film sul divano (dormire sul divano), fare sport, shopping, sesso, la guerra, viaggiare, parlare, pregare, perdere tempo utile per fare altro su facebook, insomma tutto quello che vi pare. Il tempo libero è la grande conquista della civiltà contemporanea, quando vi sembra di non averne guardate la cosa da questo punto di vista e se pensate che giocare col computer, navigare in Internet o andare al cinema e guardare la tv siano attività inutili e pericolose considerate che può essere un atteggiamento indotto e sentite anche questa cosa curiosa. Nel 1883 un funzionario svizzero che si occupava dei pericoli indotti dalla letteratura in un'epoca nella quale la lettura cominciava ad essere alla portata di una quantità sempre più vasta di persone che dovevano lavorare per far girare l'economia, raccontava cose tremende su di essa e portava gli esempi di onesti lavoratori che scoprendo il gusto della lettura e indugiando in essa erano poi stanchi e poco produttivi al lavoro fino a perderlo, rovinare il matrimonio, perdere i figli e sprofondare nell'alcolismo. Punti di vista.

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