domenica 11 settembre 2011

11 settembre


Già non se ne parla mica molto gli altri anni, figuriamoci questo. Oggi ricorrerebbe anche l'anniversario di quell'altro 11 settembre, quello del 1973, il colpo di stato in Cile. Certo, una cosa con un impatto meno clamoroso a livello planetario, ma comunque abbastanza grave da meritare di essere ricordata e discussa, considerando il fatto che le derive autoritarie sono sempre dietro l'angolo e nessun paese al mondo può essere considerato del tutto esente dal rischio. Detto questo c'è il decennale degli attentati negli Stati Uniti, immagini viste e riviste migliaia di volte, spaventose e drammatiche e al tempo stesso con un risultato estetico strpitoso, nessun avvenimento così lontano nel tempo è mai parso così vicino, e chissà per quanto tempo ancora sarà così.

giovedì 8 settembre 2011

Hanno sempre di più la faccia come il culo

E se per caso in giro ci fosse ancora qualcuno che pensa che: Oh, ma no, sono cose del passato oggi non potrebbe succedere una cosa così ipocrita e ambigua, è successo allora per le particolari condizioni dovute alla guerra, gli alleati, blah blah blah, e altre cavolate del genere. Mi piace ricordare che solo un anno fa un noto ditattore sul quale stiamo sganciando bombe da mesi, scorazzava felice per le nostre città insegnando il Corano a un manipolo di gnocche. Il nostro attuale premier si dichiarava il suo più grande amico con profusione di baci e abbracci e il nostro governo firmava con lui un trattato di amicizia che per sistemare le cose adesso dicono che era amicizia solo con il popolo libico, mica con chi lo governava

mercoledì 7 settembre 2011

Inaffondabili d'annata

(JONATHAN NACKSTRAND/AFP/Getty Images

E' passata alla storia la frase che un marinaio del Titanic rivolse ad una signora che poi sopravvisse al disastro e la riportò per i posteri: "Signora, nemmeno Dio potrebbe affondare questa nave". Come andarono le cose lo sappiamo tutti. Meno nota ai più è la vicenda di una nave che di strada ne fece molta meno del Titanic: l'orgoglio della marina militare svedese, il Vasa, che il giorno del varo, il 10 agosto 1628, percorse circa un miglio nel porto di Stoccolma prima di cominciare ad imbarcare acqua per poi affondare in pochissimi minuti. Se qualcuno abbia pronunciato frasi che potessero "gufare" la nave voluta fortemente dal re di Svezia non è dato saperlo. Oggi il Post pubblica un bell'articolo che ne racconta la storia in occasione del cinquantesimo anniversario del recupero.

lunedì 5 settembre 2011

Mercì Denise

Immagine 144 copia

Quando nel 2009 mi trovai all’incontro con Denise Epstein durante il festivaletteratura di Mantova, ci ero arrivato per caso, non avevo la minima idea di chi fosse e tantomeno conoscevo sua madre, Irene Nemirowsky. La cosa che più mi colpì allora fu lo sguardo triste e lontano di quella bella e anziana signora, uno sguardo che pareva sempre rivolto oltre la platea che le si trovava di fronte. E molto mi colpì anche la decisione e severa fermezza con cui ribadì che non avrebbe parlato e non avrebbe risposto a domande sugli ultimi momenti che passò con la madre nel luglio di 67 anni addietro, prima che questa fosse arrestata dalla polizia francese per poi scomparire nel baratro di Auschwitz, seguita poco dopo dal marito. Denise Epstein parlò quel giorno della biografia di Irene Nemirowsky che due autori francesi avevano recentemente pubblicato con il suo aiuto e concentrò il suo racconto sulle vicende di una valigia che la madre le affidò prima di scomparire e che lei, tredicenne, portò con sé assieme alla sorella di cinque anni durante gli anni di guerra, fuggendo di nascondiglio in nascondiglio braccate da polizia francese e gestapo. Sopravvissute alla guerra le due sorelle trovarono il coraggio di aprire quella valigia solo molti anni dopo, e molti altri ancora ne passarono prima che si rendessero conto che in piccolo quaderno era contenuta l’ultima opera incompiuta della madre: “Suite francese”. Si trattava di un romanzo grandioso, ambientato nella Francia invasa dai tedeschi e scritto praticamente in tempo reale con il corso degli avvenimenti. “Suite francese” è stato pubblicato nel 2004 per la prima volta e ha significato la riscoperta di un autrice che era stata praticamente dimenticata. Personalmente trovo che sia uno dei libri più belli che io abbia letto in vita mia e sono perciò molto grato a quella anziana signora così segnata dalla vita che vidi a Mantova senza sapere chi fosse. Questa settimana torna il festivaletteratura e io cercherò come ogni anno di scegliere bene fra tanti eventi seguendo le mie preferenze ma anche cercando di trovare qualcosa di nuovo e sconosciuto che mi possa regalare ancora emozioni così belle.

Se ne sono andati


«Una volta nel 1994 incontrai Silvio Berlusconi e cercai di spiegargli che fare politica significava fare gli interessi degli altri e non i propri. Non ebbi successo»

Da un'intervista di Martinazzoli nel 2010. Riportata oggi dal "Post"


venerdì 2 settembre 2011

E questi ci vogliono fare un ponte?

Sul numero di agosto del National Geographic c'è un bell'articolo che parla dell'autostrada Salerno Reggio Calabria, l'infernale A3. E' il racconto di un'esperienza di viaggio fatta da un giornalista e vista come una metafora dell'Italia, paese incompiuto. Io sono stato fortunato, ho percorso due tratti di A3 per la prima volta in vita mia nei giorni passati in momenti in cui di traffico non ce ne era un granchè. Ma che ci crediate o no, quella nella foto è un'autostrada, la corsia è a doppio senso di circolazione e la velocità sul contachilometri è quella di percorrenza media.

giovedì 1 settembre 2011

1 settembre

Se stamattina vi siete svegliati con un irrefrenabile impulso di invadere la Polonia era per questo.