lunedì 27 febbraio 2012
Il pianeta delle scimmie
giovedì 23 febbraio 2012
mercoledì 22 febbraio 2012
E' stato un piacere, richiamiamo noi

Io sono uno che piacerebbe ai professori del nuovo governo tecnico che salverà l'Italia e l'Universomondo, davvero. A trent'anni suonati da un bel po' ho rinunciato ad un posto di lavoro con un contratto a tempo indeterminato blindato che avevo cominciato quando avevo vent'anni e lontano dalla mamma, così come lontano dalla mamma, anche se grazie a lei e al papà, mi ero diplomato, ed era pure un impiego nel settore privato, mica pubblico. Certo, forse non l'ho fatto tanto per monotonia del posto fisso quanto per seguire un ideale un po' bislacco, fatto è che dal quel momento sono entrato nella galassia dell'indeterminatezza lavorativa, un mondo con regole vaghe e ben confuse nel quale tutti fanno di tutto per riuscire a svicolare alle insulse normative che dovrebbero disciplinare il mondo del lavoro. I gentili e rassicuranti signori che ci governano oggi insistono, come i loro predecessori del resto, sul fatto che liberando per esempio le imprese dal vincolo di non potersi disfare più semplicemente di alcuni dipendenti improduttivi non si può facilitare l'ingresso ai giovani nel mondo del lavoro, mondo nel quale d'altra parte i giovani farebbero bene ad entrare con lo spirito allegramente disposto al frequente cambiamento. Ora, a parte che vista dall'interno di quello stesso mondo del lavoro questa cosa appare l'ideale per gente che vuole alleggerire i costi delle proprie imprese servendosi tuttalpiù di manodopera a breve scadenza e non specializzata, ma solo se è necessario, perchè l'ideale sarebbe che meno dipendenti producessero per loro la stessa ricchezza di prima, c'è una cosa che mi piacerebbe sapere e i gentili professori non mi dicono: fino a quando si è giovani e si può e si deve cambiare spesso lavoro? C'è, è prevista un'età arrivati alla quale si può sperare in un posto che duri fino all'età della pensione, sempre che ci si arrivi o questa esista ancora? Me lo chiedo perchè comincio ad arrivare verso quella parte della vita nella quale alcune domande ti si pongono con una certa insistenza e perchè a volte penso di essere stato un po' scemo a rinunciare a quel posto fisso, tanto tempo fa. Appartengo ad una categoria professionale per la quale il cambiamento è una regola indotta dalla stessa tipologia dell'attività svolta e magari la cosa non mi riguarda pure tanto, ma ho proprio la sensazione che per come funziona il nostro mercato del lavoro oggi sia proprio difficile per persone non più giovanissime questa cosiddetta “flessibilità”. Per come la vedo io al momento i giovani sono carne da macello, i più anziani sono indesiderabili perchè meno “produttivi” o meno flessibili e chi si presenta ad un colloquio di lavoro con un curriculum pieno di lavori a breve scadenza rischia di essere guardato come uno che non è capace di tenersi un impiego.
lunedì 20 febbraio 2012
Un mondo più lento è possibile

sabato 18 febbraio 2012
Perchè San Remo sarà pure San Remo, però

giovedì 16 febbraio 2012
domenica 12 febbraio 2012
Effetto Coolidge

lunedì 6 febbraio 2012
E' troppo tardi ormai

Il motivo per cui ancora me ne sto alla larga da iPhone, iPad e simili, nonostante si stiano moltiplicando tutto intorno a me (a parte il fatto che costano un sacco di soldi naturalmente), me lo ha chiarito per bene un bell'articolo pubblicato da "Internazionale" questa settimana sulle condizioni nelle quali lavorano centinaia di migliaia di operai cinesi nelle fabbriche che costruiscono e assemblano questi sofisticati giocattoli per noi mondo ricco su commissione della multinazionale di Cupertino.
Per farla breve tutti quei cinesi non se la passano niente bene e nonostante la Apple a parole e dichiarazioni si preoccupi molto delle loro condizioni facendo controlli e minacciando sanzioni, alla fine non fa mai seguire azioni alle belle parole perchè la cosa che gli interessa di più è fare un sacco di soldi per poi snocciolare dati strepitosi sul fatturato (come ha fatto a gennaio con i dati dell'ultimo trimestre). Disfarsi di fornitori e cambiare collaboratori significherebbe rallentare i vertiginosi livelli di crescita avuti fino ad oggi, così, cosa vuoi che siano un po' di cinesi sfruttati. Non c'è articolo 18 che tenga con questi, per la gioia dei consumatori d'occidente sempre più affamati di novità tecnologiche i diritti dei lavoratori sono quisquilie; del resto dove lo trovate un altro paese al mondo dove un responsabile di produzione possa tirare giù a mezzanotte dal letto ottomila (8000!) operai che stanno in un dormitorio attaccato al capannone, dargli un biscotto e una tazza di tè e rimandarli sulla linea a lavorare perchè a poche settimane dalla presentazione un consiglio d'amministrazione in America ha deciso di cambiare lo schermo di un telefono.
domenica 5 febbraio 2012
Dappertutto tranne che qui
Questa volta ne è venuta davvero tanta, e dopo aver visto notiziari descrivere situazioni piuttosto da delirio tutto sommato qui dove sto io mi devo considerare abbastanza fortunato: 2-3 gradi sotto zero e una spruzzatina di neve qua e là sono proprio poca roba. E se Phil la marmotta ci ha preso sono altre sei settimane di inverno.
giovedì 2 febbraio 2012
Allora era proprio lui

Qualche giorno fa, quando ho scritto questo ci ho scherzato sopra, poi oggi, grazie al prezioso intervento di non leggerlo ho scoperto che Vespa è tornato a piedi pari sull'argomento e forse davvero con un modellino nuovo e più grosso. Non ho visto la trasmissione e in effetti il modello nella foto potrebbe essere lo stesso dell'altra volta inquadrato in primo in primo piano, ma se era davvero più grosso c'è proprio da preoccuparsi
Se ne sono andati
Poetessa che scrisse in versi parole così utili ai giovani d'oggi che devono abituarsi a cambiare spesso lavoro:
SCRIVERE UN CURRICULUM
"Che cos’è necessario?
Phil
D'accordo, nevica e fa pure freddo, è il 2 di febbraio cosa c'è di tanto eccezionale? Il 2 febbraio alle nostre latitudini funziona così, almeno ancora per un po'. E comunque per adesso non ho ancora visto niente di straordinario, niente che giustifichi l'ondata di terrorismo mediatico che si è scatenata in questi giorni quantomeno. Poi magari domani arriva davvero una nuova era glaciale tutta in una volta sola, non lo so. Però l'impressione mia, come al solito quando fa un po' troppo freddo o un po' troppo caldo, è che il sistema dell'informazione tenda a sbroccare nell'ansia generale di sensazionalismo. Per ora tutto nella norma di un inverno medio, forse eravamo stati tutti ingannati dalle alte temperature dei giorni scorsi, quelle sì anomale e così adesso ci sembra di stare in Siberia. Ma oggi , come dicevo, è il 2 febbraio, bene o male ci aspettano ancora due mesi di inverno meteorologico e in ogni caso, come ogni anno, sarà Phil la marmotta a dirci cosa ci aspetta nelle prossime settimane.